AMORE di Hanne Ørstavik #evergreen

Amare e non amare. Un romanzo tradotto in più di venti lingue.





Il primo romanzo di un'autrice nordica, naturalizzata italiana, che ho letto tutto d'un fiato e, inoltre, considerato uno dei 25 romanzi essenziali della letteratura norvegese. Hanne Ørstavik si distingue per quel modo di raccontare in sintonia con il paesaggio e che pochi riescono a realizzare. La storia è ipnotica, fredda ma confortante come un caffè di neve, permeata di una strana tensione e di descrizioni semplici ma memorabili.


È uno di quei libri che appaiono per caso, senza far rumore, e che all'improvviso diventano qualcosa di importante. Nonostante sia un libro breve, che si svolge in poche ore di una sola notte, la narrazione ti immerge gradualmente in un'atmosfera cupa e fredda. Amore (Ponte alle Grazie) racconta di una notte nella vita di Vibeke e di suo figlio Jon, la loro relazione e distanza.


Un romanzo breve, 126 pagine, che si legge tutto d'un fiato e restituisce l'abisso invisibile tra persone che dovrebbero essere unite in altro modo.

Due unici protagonisti, una madre e suo figlio. Vibeke esce di casa in direzione della biblioteca e finisce per passare ore fuori casa dopo aver visitato un luna park; suo figlio esce a vendere i biglietti per il suo nuovo club di pattinaggio e non torna per qualche ora.

Paragrafo per paragrafo scopriremo dove e con chi ogni protagonista trascorre quella notte ma non voglio svelarvi come sono stato ansioso di immaginare possibili finali per ciascuno di loro in una notte buia e fredda. Vibeke e Jon, senza rendersene conto, con azioni di routine, hanno chiarito che nonostante questa relazione madre-figlio, i loro sogni e la vita quotidiana sono lontani anni luce. Il luogo e i personaggi cambiano continuamente senza punti separati, senza linee bianche, senza preavviso, ma la scrittura è così nitida che non costa nulla seguire il filo e sapere in quale dei due momenti - e in compagnia di chi - ci imbatteremo. Trovo questa tecnica di grande talento.