La lettura per diventare cittadini del mondo

È un modo per far nascere speranze, per coltivarle, per condividerle.



Chissà se in questa pandemia, che non si arresta, riusciremo a fissare tra le priorità assolute, accanto a quelle della sanità e della giustizia, il valore formativo della letteratura, delle arti e della musica, insomma della cultura e della lettura come ricchezza per la persona e la collettività. Non è necessario che i libri siano al centro della vita di una persona ma almeno che non gli passino accanto. Due anni di lavoro presso il Centro per il libro e la lettura, mi hanno regalato uno sguardo piu` analitico sulla situazione della lettura in Italia, grazie a Romano Montroni, ma anche la fermezza di non disperare.

Leggere è una ricchezza per la persona e per la comunita`. E una porta che ci apre alla conoscenza, alla bellezza, a una maggiore consapevolezza delle nostre radici, ai sentimenti degli altri che spesso ci fanno scoprire anche i nostri sentimenti nascosti. Non è vero che la lettura sia stata e sia un’abitudine di personalità introverse. E vero il contrario: è una chiave per diventare cittadini del mondo, per conosce- re esperienze lontane, per comprendere le contraddizioni e le storture, ma anche per comprendere le grandi potenzialità del mondo che ci circonda, dell’umanità che ci circonda. È un modo per far nascere speranze, per coltivarle, per condividerle.” Sergio Mattarella

E evidente che, a partire da quella scolastica, una popolazione che non legge non tende a ragionare con la propria testa, si disinteressa della politica, stenta a riconoscere il valore di cose e persone. Un popolo che non legge - come ama ripetere Romano Montroni - va incontro a un’involuzione, perché ́ la sua visione del mondo diventa sempre più limitata. Conserviamo tutti nella mente la pagina introduttiva delle Lezioni americane di Italo Calvino, scritta nel 1985 per trasmettere alle generazioni a venire, che sono quelle degli attuali studenti universitari e liceali, l’essenziale dei valori di civiltà da scegliere e comunicare al futuro, facendo pulizia dell’immenso materiale inerte in cui rischiano di affondare:


La mia fiducia nella letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare con i suoi mezzi specifici.

Qualche anno prima Calvino aveva richiamato alla forza etica dei classici come operatori della selezione e trasmissione di questi valori fondativi di una cultura, quindi, proprio in senso antropologico, come eroe culturale della civiltà scelta, perpetuata, rinnovata nella storia dalla parola letteraria:



Si tratta di una scommessa civile, anzitutto etica e di conseguenza politica, che non si limita alla preparazione scolastica, perché coincide con la creazione di una consapevolezza antropologica delle metamorfosi culturali in atto. Essa scaturisce, infatti, dalla percezione critica dell'alterità del nostro passato, della sua irriducibile differenza. Insegnare a leggere e leggere la letteratura, come scrisse Ezio Raimondi,


è la premessa necessaria per recuperare al presente quella profondità e quella distanza interiore che è lo spazio stesso di ciò che un tempo si tempo si diceva spirito critico. La lettura dei testi non può che partire dall'esercizio di un artigianato umile che conduca il giovane a sentire il proprio tempo attraverso l'acutezza e la disponibilità della parola della letteratura, una parola sempre tesa al massimo del significato, carica della memoria di altre pronunce che risuonano al suo interno.”

Sarei quindi davvero felice di poter contribuire al tentativo di restituire centralità al libro e alla lettura come strumento di conoscenza, accanto ad altri come computer e tablet, che risultano più accattivanti soprattutto per i giovani. "L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Grazie, Gianni Rodari.

L'illustrazione è di Federico Cagnucci.