Tutti gli uomini aspirano per natura al sapere

Storia di un desiderio che è diventato identità e lotta.


Navigando tra i ricordi dall'Algeria alla Francia, in una commovente ricerca di identità, Nina Bouraoui racconta le notti della sua giovinezza. LeggendoTutti gli uomini aspirano per natura al sapere (e/o 2021), ho viaggiato dolcemente in molti paesi e identità. Ho vagato con Nina a Parigi e in mezzo alle ragazze, ho attraversato il deserto algerino con sua madre e sua sorella. Ho scoperto le sue prime emozioni. Ho capito la sofferenza sconosciuta, l'origine dell'amore, la nascita del desiderio tra ricordo e divenire della sua omosessualità nei suoi legami di filiazione.


Un romanzo ispirato alla sua vita, dove regna la violenza. Sceglie tre periodi della sua storia familiare: l'incontro dei suoi genitori e i loro primi anni di vita insieme, la sua infanzia in Algeria, tra la natura cruda e la violenza della guerra civile, poi le notti al Kat, una discoteca per donne. Ogni periodo equivale a un tipo di capitolo: conoscere, ricordare, divenire.



"Voglio sapere chi sono, di cosa sono fatta, cosa posso sperare, risalendo il filo della mia storia il più lontano possibile, attraversando quei misteri che mi perseguitano con la speranza di chiarirli."

Profondamente convinta che questa lotta interiore sia stata condizionata dalla sua prima infanzia, a 14 anni lascia l'Algeria e le sue certezze, avendo già fatto i conti, già da bambina, con la sua omosessualità e ricordando l'aggressione di cui sua madre era stata vittima.


"Più in là mi infliggerò il dovere di proteggere tutte le donne dal pericolo, anche se questo non esiste."

Fu a diciotto anni, all'epoca dei primi desideri tra le braccia delle donne, che Nina Bouraoui iniziò a scrivere, come una liberazione, uno sfogo.


"La scrittura agisce come un balsamo, il suo gesto mi quieta, mi rende felice."

La sorella maggiore sembra aver preso il posto di figlia, nel senso più ampio del termine, mentre Nina non sa come collocarsi.


"C'è un'infanzia omosessuale. Quell'infanzia è la mia. Non risponde a niente. Non si spiega. È. C'è una storia dell'omossessualità, con delle radici e un territorio. Non viene dal desiderio, dalla scelta, ma È, come si potrebbe dire alla composizione del sangue, del colore della pelle, della taglia del corpo, della struttura dei capelli. La vedo come organica, mi piace pensarla così. Il bambino omosessuale non è qualcuno di sbagliato, è qualcuno di diverso, fuori dalla norma e all'interno di una norma che è sua, che scoprirà più avanti distinguerlo dagli altri, condannandolo la segreto, alla vergogna."

Se invidia i ragazzi del quartiere per la libertà dei loro atteggiamenti, disprezza la loro violenza. Particolarmente vicino a sua sorella durante la sua infanzia, i suoi amici attireranno già la sua attenzione. Lo sguardo di una giovane ragazza alla ricerca della propria identità sessuale. Le parole sono forti, ma riflettono una lotta interiore, un certo disgusto - o almeno il rifiuto - di se stessa. Ma quanti tormenti, notti insonni e dolori per accettarsi, finalmente, nella sua interezza? Accetta questa differenza che diventerà ovvia e una forza. Perché combattere contro la propria sessualità è combattere contro se stessa.


"Non ce la faccio, non riesco ad accettarmi, è faticoso essere diversa, anche se non posso fare altrimenti, ho fatto un passo, sono fiera di me, ma ce l'ho con il mondo intero, trovo difficile essere omosessuale, nessuno se ne rende conto, non ha idea di quanto grande sia, questa violenza."

L'immersione nell'intimità dell'autore è di una sincerità commovente. L'evoluzione verso l'accettazione della propria omosessualità attraversa molte fasi, come attesta questo romanzo. Tutto questo tempo, questi anni di lotta contro la nascita di un desiderio, ma un desiderio percepito come diverso dalla norma scandisce il percorso verso una pacificazione interiore e l'accettazione di sé stessi.